Esperienza immersiva nelle Città Invisibili di Italo Calvino
lunedi 2 marzo 2020 – h19:00
c/o deposito “GE-120” / Museo Interattivo di Archeologia Informatica, piano seminterrato ex CUD, via Cavour 1 – Rende (CS)
“Dall’Invisibile al Virtuale” è un progetto nato dall’incontro delle idee del Dott. Dario Matteoni (storico dell’arte e critico d’arte italiano, direttore dell’Accademia di Belle Arti Alma Artis Academy) con i progetti dei Proff. Maurizio Lucchini e Sonia Golemme docenti dell’Accademia di Belle Arti ed esperti in nuove tecnologie.
Uno dei libri più famosi di Italo Calvino, “Le Città invisibili”, disegna un atlante metropolitano fantastico. L’utente sarà immerso in un mondo virtuale che lo accompagnerà in un viaggio didattico ed esperienziale. Si ricrea l’atmosfera magica di Calvino: alcune delle città descritte si materializzano davanti agli occhi del visitatore che attraverserà, come se sfogliasse le pagine del libro, le immagini virtuali rese visibili in una simulazione immersiva, restituendo la figurazione dinamica e tridimensionale dell’immaginario atlante calviniano.
E’ con grande piacere che annuncio il ritorno online di Medialab, il nostro server storico, raggiungibile in ssh all’indirizzo medialab.freaknet.org(login: luther, pw: luther).
Medialab nacque a Catania nel 1997/98, all’interno del Centro Sociale Auro; forniva un account UNIX e la posta elettronica a chiunque ne facesse richiesta. Da allora e’ sempre stato online 24 ore su 24.
Recentemente, per problemi economici, abbiamo dovuto disattivare la nostra linea ADSL e cosi’ Medialab e’ stato spento per circa 7 mesi. Grazie a Sirius Technology, che ci ha sponsorizzato una linea dati per 2 anni, medialab e’ potuto tornare online!
Il vecchio Compaq Deskpro cominciava ad avere qualche problemino hardware, cosi’ abbiamo pensato di “aggiornare” il sistema, mantenendo pero’ come limite massimo il 2003: nessun software installato o pezzo hardware utilizzato in medialab e’ piu’ recente.
Ora Medialab gira su un Thinkpad T23, il kernel e’ stato aggiornato dal 2.2.19 al 2.4.37 (finalmente possiamo usare le porte USB per le memorie di massa!), alcuni tool sono stati aggiornati. Tra le novita’, e’ tornato online anche Anatolia MUD (telnet medialab.freaknet.org 6001 per giocare!), recuperato dai backup con tutti i personaggi originali (se ricordate la password, potete riprendere a giocare dove avevate lasciato anni fa 🙂 )
A causa dell’elevato numero di idioti in giro per il mondo, abbiamo deciso di eliminare l’accesso TELNET e lasciare, purtroppo, solo l’accesso SSH. Incredibile la quantita’ di portscan / bruteforce subiti, nonostante il banner reciti chiaramente “accesso libero” con tanto di username e password.
Se volete avere account su medialab, scrivete a medialab@freaknet.org
da sinistra a destra: Freaknet Medialab durante Hackmeeting 2001; Medialab nella sua nuova location con un nuovo UPS da 14 ore di durata; Quest(?) al lavoro su medialab nel 1999
Attorno al 1999, nel Freaknet Medialab, all’interno del Centro Sociale AURO di Catania, pensammo di realizzare una nostra piccola distribuzione GNU/Linux, dedicata a quelle che gia’ allora reputavamo essere computer molto vecchi. Quindi, una distribuzione leggera, orientata a macchine poco potenti, ma anche una serie di tool ed utility DOS nonche’ documentazione storica e programmi di varia utilita’.
Basammo la distro su Slackware 3.6, quella che allora era la piu’ potente e stabile distribuzione esistente 🙂 Eliminammo alcuni pacchetti software, a nostro avviso inutili, e facemmo alcune modifiche ed aggiunte:
KDE 1.0 era appena uscito, nella nostra distro e’ installabile direttamente 🙂
Corel Wordperfect, programma di videoscrittura Una directory piena di utility DOS / Driver per schede di rete storiche e sistemi antichi PC, XT, AT
Programmi di comunicazione come Telix e tutto il necessario per mettere su una BBS in tecnologia FIDONET
Documentazione storica e LIBRI di movimento tra cui Digital Guerrilla, Kriptonite, ma anche “Lasciate che i bimbi” di Luther Blissett, materiali sull’Hacker
Crackdown, sul Fidonet Crackdown, una inchiesta su Ustica, Stragi di stato, Post Axion Mutante, e “Sociologia del cyberspazio”, tesi di laurea in Sociologia di Luciano Paccagnella
Alcuni mirror di siti storici, come quello del Freaknet di allora, nonche’ il mirror di “Sociologia occupata” a Roma
Il sistema operativo MINIX 2.0 🙂
Una raccolta di file MIDI di musica di Frank Zappa
Una selezione dal mirror di Sunsite.unc.edu 🙂
Una directory di trucchi e schemi hardware: documentazioni sul PowerGlove Nintendo, cavi VGA-SCART, ponticelli, schede madri ed altro ancora
Una raccolta di programmini per PC DOS, giochini ed il Caldera OpenDOS 7.01 🙂
Nell’ambito di un progetto di recupero dati (che sara’ oggetto di un prossimo articolo) e’ saltata fuori una problematica di installazione di kernel e compilazione moduli di sistema che ci ha impegnati per circa tre giorni. Durante tanta fatica, ci e’ venuto in mente di provare questa nostra distro per vedere se cio’ che oggi va compilato a mano e fatto funzionare a suon di bestemmie, era in realta’ perfettamente funzionante gia’ nella versione 3.6 di un sistema del 1999.
Abbiamo cosi’ recuperato il cd della Freakware dai nostri archivi. Il primo test ha evidenziato un problema: il cd fu masterizzato al limite delle dimensioni fisiche del CDROM, ed un pugno di files erano rimasti fuori; sostanzialmente il cd era corrotto.
In questi giorni abbiamo recuperato i files mancanti da un mirror di Slackware 3.6, cosi’ abbiamo potuto completare il cdrom (comprimendo gli Appunti Linux in esso contenuti, per fare spazio).
Cosi’ oggi, dopo ben 18 anni, possiamo finalmente rilasciare la versione 0.4 beta della nostra Freakware GNU/Linux distro!
C’e’ un po di confusione sui numeri delle versioni; le schermate di installazione dicono 0.4beta; il file “leggimi.freakware” dice 0.5beta, mentre la scritta a pennarello sul CDROM e’ 0.6beta. Trattandosi ormai di qualcosa di storico, abbiamo preferito non modificare nessun file descrizione e non correggere nessun testo, ma di rilasciare il cdrom cosi’ com’e’, semplicemente “corretto” con i giusti files al loro posto, cosi’ come sarebbe stato nel 1999 se ci fossimo accorti di questo problema (in realta’, ce ne accorgemmo, ma decidemmo di fregarcene 🙂 )
Le uniche modifiche da noi fatte in questi giorni sono:
Compattazione gzip degli “Appunti Linux” storici per recuperare spazio, nella directory “libri”
Ripristino e copia dei file corrotti nella directory bootdsks.144
NOTA: Il CDROM non e’ autoavviante! Dovete creare 2 floppy disk, uno con l’immagine del kernel (bare.i, di solito) e l’altra con “color.gz”, con cui fare il boot al sistema, che successivamente riconoscera’ il cdrom. Le partizioni del disco su cui installare vanno create a mano, prima di lanciare il setup. Idem per quanto riguarda X-Windows, che va configurato a mano una volta installato il sistema.
Il cdrom e’ stato testato con successo su un Pentium 200 MMX con 128 MB di ram e 3 GB di hard disk; il sistema completo, installato e funzionante, occupa quasi… 450MB 🙂
PS Dimenticavamo di dire… che cio’ su cui stavamo lavorando da 3 giorni, ricompilando kernel e bestemmiando… qui era gia’ pronto e perfettamente funzionante 🙂