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100 computer per le scuole

Aiutiamoci per raggiungere questo obiettivo ambizioso!

Sembrano tanti, ma coloro che ne hanno urgente bisogno sono molto…. molto di più!

Verde Binario supporterà il Coordinamento Educativo Cosenza in collaborazione con il Coordinamento Emergenza COVID Cosenza nel recupero e nella riqualificazione di hardware usato funzionante o acquistato nuovo tramite una campagna di raccolta di fondi e di materiali.

Mettiamo a disposizione la nostra esperienza sviluppata con il Progetto Trashware al fine di garantire computer adeguati ed eventuali attrezzature necessarie per superare le barriere digitali che studenti, famiglie, case famiglia, lavoratori si trovano ad affrontare.
I computer saranno donati a coloro che si trovano in condizioni di emergenza economica e di disagio tecnologico e che non hanno avuto modo di accedere alle risorse messe a disposizione dalle scuole.

L’Istituto Comprensivo “Via Roma – Spirito Santo” di Cosenza è l’ente capofila deputato alla raccolta.

Per contribuire:

Conto Corrente Coordinamento Educativo:
IBAN: IT76 V031 1116 2000 0000 0010 246
intestato a: IC VIA ROMA SPIRITO SANTO
con causale: 100 COMPUTER PER LA DIDATTICA

Fin da ora ….GRAZIE di cuore! 🙂

Accettiamo esclusivamente materiale funzionante

L’accettazione dei materiali è registrata tramite un semplice verbale di consegna sottoscritto.

Cerchiamo:

COMPUTER

Portatili: prodotti dal 2012 in poi (non più “vecchi” di 8 anni)
PC fissi: prodotti dal 2012 in poi (non più “vecchi” di 8 anni)

COMPONENTI:

Processori: Generazione Intel CoreDuo o superiore
Memorie: Moduli DDR da 1, 2 o 4 GB
Dischi Rigidi (HD): SSD (a stato solido) con capacità almeno 60GB
PERIFERICHE
Monitor: 17 pollici, LCD/TFT (quindi *NON* a tubo catodico)Webcam: Risoluzione 1024×768 o superiore, interfaccia USB
Schede wireless: Wireless B/G/N (scheda PCI o USB)
Microfoni: Collegamento minijack o USB
Cuffie: Collegamento minijack o USB
Casse: Collegamento minijack o USB
Cavi alimentazione: Possibilmente spina europea

per info e per concordare l’accettazione dei materiali nelle varie sedi o per appuntamento ritiro a domicilio:

Email di riferimento
Telefono/WhatsApp:  +39 339 417 4459

Assistenza remota strettamente tecnica sul materiale donato: http://assistenza.verdebinario.org/

Sul materiale riqualificato e in base alle esigenze didattiche viene installato Linux Mint – un sistema operativo libero e Open Source – per scelta etica, sicura, legale.

Report  – Campagna “100 computer per le Scuole”

Il Coordinamento Educativo Cosenza nasce ad inizio aprile 2020 per affrontare la situazione di difficoltà improvvisa che il territorio ha vissuto con la Didattica a Distanza (DAD).

La pandemia da COVID-19 ha costretto le scuole ad un periodo di chiusura senza precedenti, durata fino alla fine dell’anno scolastico. La DAD si è imposta come l’unico modo per garantire una continuità didattica durante i lunghi mesi di lockdown.

Una “toppa” che ha mostrato numerosi limiti sia dal punto di vista dell’insegnamento in senso stretto (in che misura l’interazione dal vivo tra insegnanti e alunni può essere rimpiazzata da un suo surrogato telematico?) che da un punto di vista più materiale, legato alla distribuzione e alla adeguatezza degli strumenti tecnologici per poter accedere alle lezioni.

Uno stato di emergenza che ha creato notevoli disagi alle studentesse e agli studenti di ogni ordine e grado e alle loro famiglie e che ha fatto emergere con forza le dinamiche di esclusione dall’istruzione e dall’educazione dovute a situazioni di povertà socioeconomica a cui si è aggiunta la mancanza di mezzi digitali adeguati per accedere alla DAD.

Per contenere questo problema, il Coordinamento ha lanciato tra le prime azioni, a fine aprile,  “100 computer per le Scuole”.  Non solo una campagna di raccolta fondi ma anche di raccolta materiali hardware da riqualificare per superare le barriere digitali a partire da chi è in difficoltà economica.

L’Associazione Culturale Verde Binario si è occupata di riqualificare i computer donati dalla cittadinanza al Coordinamento e di selezionare materiale informatico nuovo o ricondizionato da acquistare con le donazioni economiche raccolte. Nello specifico, i computer sono stati riqualificati sostituendo gli hard disk di vecchia generazione con unità nuove a stato solido (SSD), aumentando la memoria RAM, e integrati ove necessario  aggiungendo componenti come monitor, webcam, set di cuffie/microfono e schede di rete wireless. Su tutti i sistemi è stato installato GNU Linux “Mint” 19.3, un sistema operativo Libero e Open Source. Una scelta etica, sicura, legale e funzionale, con a disposizione tutti gli applicativi per una positiva e prestante esperienza didattica-educativa con la DAD. Si è pensato, inoltre, di attivare un contatto telefonico di riferimento  e l’assistenza da remoto. Verde Binario si è occupata anche di ritirare il materiale hardware donato e di consegnare a scuola i materiali riqualificati registrando l’attività su foglio di calcolo condiviso con il Coordinamento.

Il reperimento di materiale informatico durante il lockdown e in piena DAD è stato difficoltoso. Il mercato (locale e on line) delle tecnologie informatiche è stato preso letteralmente d’assalto generando scarsità di risorse e quindi difficoltà serie nel reperimento di computer, componenti e periferiche utili alla DAD, raggiungendo, peraltro, prezzi elevati e tempi di consegna piuttosto lunghi. Ci si è resi conto di un evidente andamento speculativo del mercato di questi beni. In questo contesto, anche le donazioni di materiale hardware da parte dei cittadini sono state al di sotto delle aspettative:  in un territorio già “tecnologicamente povero” le risorse a disposizione di aziende e famiglie vengono usate fino in fondo, e nell’era del distanziamento sociale sono ancora più preziose.

Questi aspetti hanno condizionato notevolmente la possibilità di dare una risposta immediata a chi ha avuto necessità di studiare su un computer.

Al fine di raggiungere l’obiettivo dei “100 computer”, con i fondi raccolti si è provveduto all’acquisto di materiale riqualificato presso coloro che si occupano di elettronica solidale (ad es. Soc. Coop. Reware, Roma), di rafforzare la campagna di raccolta fondi/materiali e di attendere l’evoluzione del mercato. Sono state presentate richieste formali di donazione hardware presso enti pubblici e privati. I tempi burocratici per prendere in considerazione ed esaudire richieste di questo tipo sono purtroppo già molto lunghi e hanno anch’essi con ogni probabilità risentito di una situazione che ha costretto gli impiegati a un maggiore sforzo di coordinamento.

L’Istituto Comprensivo “Via Roma – Spirito Santo” è stato l’ente capofila deputato alla raccolta dei fondi e anche il punto di consegna dei portatili/PC che sono stati consegnati ad altre scuole (IC Gullo di Cosenza), alle famiglie e alle case famiglia che ne avevano bisogno. 

Il Coordinamento ha creato locandine, comunicati stampa, volantini, video diffusi tramite siti e socials e ha collaborato con il Coordinamento Emergenza COVID Cosenza per raggiungere le persone in modo più capillare. Si è formato un gruppo whatsapp specifico per il reperimento dei materiali.

In un mese e mezzo scarso di attività, i pezzi consegnati sono stati 34 e si è riusciti a contenere la spesa sfruttando i contatti e l’esperienza di Verde Binario nel campo del “trashware”, per cui si è stato possibile fornire computer adatti alle attività di DAD con un costo medio accettabile  per ciascun sistema completo. In tal modo è stato possibile evitare di spendere velocemente i fondi raccolti acquistando pochi beni che avevano un costo medio piuttosto elevato (portatili/tablet).

Ad oggi non è stata raccolta alcuna lamentela sul loro funzionamento.

Restano 10 PC da riqualificare (sicuramente HD da cambiare e sono senza monitor, tastiera, mouse, webcam e scheda di rete) frutto dell’ultima donazione ricevuta arrivata a chiusura dell’anno scolastico. Sono stati raccolti in totale 8693,00 euro, spesi 5140,89 euro, restano sul Conto Corrente dell’IC “Via Roma -Spirito Santo” 3552,11 euro.

I dispositivi sono stati distribuiti in comodato d’uso gratuito:

10 alle Case Famiglia 

(Canossiane 2, Monache Sante 2, Celico 2, Case occupate 3)

8 alla IC Gullo

16 all’IC via Roma-Spirito Santo

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Blog Verde Binario

Dall’invisibile al virtuale

Presentazione

“Dall’Invisibile Al Virtuale”

Esperienza immersiva nelle Città Invisibili di Italo Calvino

lunedi 2 marzo 2020 – h19:00

c/o deposito “GE-120” / Museo Interattivo di Archeologia Informatica, piano seminterrato ex CUD, via Cavour 1 – Rende (CS)

“Dall’Invisibile al Virtuale” è un progetto nato dall’incontro delle idee del Dott. Dario Matteoni (storico dell’arte e critico d’arte italiano, direttore dell’Accademia di Belle Arti Alma Artis Academy) con i progetti dei Proff. Maurizio Lucchini e Sonia Golemme docenti dell’Accademia di Belle Arti ed esperti in nuove tecnologie.

Uno dei libri più famosi di Italo Calvino, “Le Città invisibili”, disegna un atlante metropolitano fantastico. L’utente sarà immerso in un mondo virtuale che lo accompagnerà in un viaggio didattico ed esperienziale. Si ricrea l’atmosfera magica di Calvino: alcune delle città descritte si materializzano davanti agli occhi del visitatore che attraverserà, come se sfogliasse le pagine del libro, le immagini virtuali rese visibili in una simulazione immersiva, restituendo la figurazione dinamica e tridimensionale dell’immaginario atlante calviniano.


a cura di
Accademia di Belle Arti di Catanzaro – Alma Artis Academy (Pisa) Ass. Cult. “Verde Binario” (Cosenza) – Ass. Cult. FreakNet (Palazzolo Acreide)

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Recupero dati da nastri magnetici del computer polacco MERA-400

All’incirca nel maggio 2015 Andrea “Mancausoft” Milazzo ci ha messi in contatto con Jakub Filipowicz, che in Polonia si occupa di ricerche storiche sul computer polacco MERA-400; Jakub sta scrivendo un emulatore per questo computer, di cui manca il sistema operativo, praticamente introvabile. (Maggiori dettagli sul sito mera400.pl)

Jakub e’ riuscito a trovare, presso il Museo di Tecnologia di Varsavia, 5 nastri magnetici contenenti copie del sistema operativo CROOK. Il museo non e’ in grado di leggerli. Dopo qualche mese e’ riuscito a farseli consegnare per tentare un recupero dati ed estrarre, almeno da uno di essi, l’introvabile sistema operativo.

Ci siamo offerti di collaborare da subito in questa impresa, cosi’ ci siamo fatti spedire i nastri, che abbiamo ricevuto tramite corriere, insieme ad un simpatico messaggio di “buona fortuna” che oggi e’ appeso nella nostra biblioteca 🙂

I nastri sono stati utilizzati attorno al 1990; sono stati ben conservati, nelle loro scatole originali, a temperatura costante e sigillati. Sembrano essere scritti in Phase Encoding a 1600 bpi, anche se probabilmente il primo blocco (header) del nastro e’ a 800bpi in standard NRZ, il che potrebbe creare qualche problema ai nostri sistemi di lettura, che leggono solamente 1600 / 3250bpi.

Il nostro Museo dispone di circa 3000 nastri magnetici di varie marche e tipologie; questo ci permette di trovare nastri dello stesso tipo di quelli oggetti di studio e dello stesso periodo storico, sui quali effettuare tutti i test necessari senza effettuare tentativi sui nastri originali, che potrebbero inutilmente danneggiarsi. I test riguardano la consistenza e lo stato del supporto magnetico e le eventuali tecniche necessarie alla sua stabilizzazione per una lettura dei dati (acclimatamento termico, trattamenti chimici, termici e meccanici).

Inoltre, abbiamo proceduto a registrare su questi nastri, precedentemente dumpati e svuotati, con dei pattern di dati per tentarne la lettura. Fatto cio’, abbiamo proceduto al tentativo di lettura tramite il nostro sistema.

I sospetti di Jakub sull’impossibilita’ di leggere i nastri direttamente col nostro lettore (un IBM 9348) si sono rivelati fondati: l’header a 800bpi NRZ non viene riconosciuto dal lettore, e la lettura non puo’ neanche iniziare.

Si pone cosi’ il problema di recuperare un secondo lettore di nastri per effettuare il recupero dati. Nel nostro magazzino giace un tape reader Qualstar 1052, purtroppo privo della sua interfaccia di collegamento al computer (interfaccia di tipo PERTEC). Decidiamo comunque di prenderlo e di dare un’occhiata: l’idea e’ quella di costruire un hardware capace di leggere i dati cosi’ come escono dalla testina, e tradurli in bit.

Aperto il drive, ci troviamo di fronte una scheda logica davvero ben progettata, nella quale spicca una suddivisione delle sezioni del circuito che ricorda le 9 tracce presenti su un nastro magnetico (8 bit + uno di parita’).

L’idea prende corpo: leggere i segnali non tanto dall’uscita della testina di lettura, ma gia’ nel circuto laddove questi segnali vengono trasformati in bit.

I primi test di questo sistema, utilizzando i nostri nastri di prova, vengono effettuati con un Arduino Mega, collegato alla circuiteria del tape, in appositi punti del circuito ricavati analizzando lo schema elettrico del drive, fortunatamente disponibile online. L’aiuto di Enzo “Katolaz” Nicosia, venuto a trovarci appositamente da Londra e, da remoto, di Mancausoft, da Cracovia, e’ stato fondamentale per effettuare questi test 🙂

Mettendo il drive in modalita’ TEST, riusciamo a far scorrere il nastro in maniera lineare dall’inizio alla fine, avanti e indietro; durante questo scorrimento, i dati vengono comunque interpretati dalla circuiteria del tape drive, e quindi possono essere letti dal nostro Arduino Mega.

Una discussione relativa a questo metodo si e’ sviluppata sul Forum della Vintage Computer Federation, ed e’ disponibile qui. Ringraziamo Al Kossow, Chuck Guzis, Gerardcjat e gli altri amici del VCF Forum che ci hanno aiutato! 🙂

Questo sistema ci porta ad una lettura lineare del nastro, tranne dell’header; inoltre, abbiamo qualche errore di lettura che purtroppo non riusciamo a risolvere, dato che il software dell’Arduino Mega non effettua alcun controllo sulla consistenza dei dati. Il risultato e’ comunque incoraggiante!

A questo punto Jakub propone di procedere diversamente: utilizzare, al posto dell’Arduino Mega, un analizzatore logico (Saleae) a 16 canali, procedere al dump dei segnali dell’intero nastro, ed interpretarli successivamente via software, secondo gli standard definiti su questo documento.

Ordiniamo un analizzatore logico cinese “Saleae” a 16 canali, ma nel frattempo Jakub ci spedisce il suo, con il quale possiamo iniziare i vari test di lettura sui nostri nastri di prova. Durante l’attesa dell’analizzatore, Jakub effettua dei test simulando la circuiteria del tape drive utilizzando LTSpice.

Il software si deve occupare di controllare la consistenza dei dati, risolvere il problema del disallineamento delle tracce tra loro (dovuto ai problemi intrinseci di costruzione di ogni testina magnetica) e di verificare la correttezza del dato tramite il bit di parita’, eventualmente correggendo gli errori di lettura.

Citando Jakub:

“The real problem I see is the processing power needed to do that sampling _reliably_. 1600BPI = 3200 flux changes per inch. At 20in/s (slowest drive speed I know of) it means 64kHz signal. Taking Nyquist frequency into account we need to sample at 128kS/s, but from my experience with such a type of signals (where clocking “floats” due to physical nature of media and drive) we need at least 5x-10x more than the signal frequency, so at least 320kS/s. Now, I don’t know how fast the Qualstar drive goes, but fastest speed for 1600BPI is 200in/s, which requires 3.2MS/s… And even 320kS/s can be a problem for an arduino – with 8MHz CPU you have ~25 instructions per sample to spend, in which you need to not only sample the data, store it in a buffer, do some maintenance work, but also send it to a host (not enough memory to store it locally). I really think that fast programmable logic analyzer is the way to go here. The key is to sample the data with precise intervals, otherwise later analysis becomes impossible.”

Uno dei tanti problemi e’ eliminare il “rumore”, una serie di piccoli glitch e variazioni di flusso magnetico che possono essere interpretati erroneamente come dati.

Il software viene sviluppato da Jakub Filipowicz con svariati test di lettura e debugging; e’ un bellissimo lavoro scritto in Python ed e’ disponibile su questo link.

Il bello di questo software e’ che e’ capace di leggere nastri magnetici registrati a qualsiasi BPI, quindi possiamo leggere sia l’header a 800 nonche’ tutti i dati successivi a 1600bpi, indipendentemente dalla velocita’ di lettura del nastro stesso.

Regolare ogni parametro di funzionamento del software per estrarre i dati non e’ stato facile, ma alla fine siamo riusciti a leggere correttamente tutti e 5 i nastri magnetici senza alcun errore!

Abbiamo avuto cosi’ delle grandi sorprese: non solo abbiamo trovato una copia del sistema operativo CROOK, ma ne abbiamo trovate diverse versioni (CROOK 3, CROOK 4, CROOK 5), una immagine completa di un disco di sistema installato e funzionante, pronto per essere utilizzato con l’emulatore del MERA-400, nonche’ addirittura il codice sorgente dell’intero sistema operativo, piu’ diversi programmi applicativi.

In particolare, citando Jakub:

“Tapes were written on two different systems: MERA-400 and K-202. K-202 is probably the most famous Polish computer system, a predecessor of MERA-400 (MERA-400 is often called a “production-ready” version of K-202).
Four of five tapes contain source code only, and these sources are absolutely golden: 260 files (dated 1973-1984) contain different versions of various operating systems. For most, if not all of them, there were no preserved copies up until now.
– SOK-1 (K-202 original operating system)
– SOWA (K-202)
– CROOK-1 (K-202)
– CROOK-2 (K-202)
– CROOK-3 (K-202 and MERA-400)
– CROOK-4 (MERA-400)
– SOM (MERA-400)

Huge numer of versions allow for reconstruction of the whole CROOK development process.

Other sources (hundreds of files) include various OS tools and utilities as well as:

  • K-202 command shell
  • CEMMA analog circuit simulator (several versions)
  • 8080 simulator
  • ASSK assembler (for MERA-400 and K202, dozens of versions)
  • Basic (for K-202 and MERA-400)

And finally, the fifth tape contain several backups of a live MERA-400 system with complete CROOK-3 OS installed. This means we have a binary CROOK-3 “distribution” ready to run in the MERA-400 emulator. There are also users’ home directories with loads of other software in various stages of development.”


Per concludere, ecco il comunicato stampa finale sul lavoro effettuato, scritto da Jakub Filipowicz:

“Recent cooperation between Museo dell’Informatica Funzionante and mera400.pl, a Polish site specializing in preserving history of MERA-400 minicomputer familly, proved to be a great success.

We’ve managed to restore data from 5 NRZ1-encoded 9-track tapes written between early 70’s and early 80’s, despite the fact that we didn’t have an NRZ1 compatibile tape drive at our disposal.

Restoration was done in two phases. First, a low-level tape images were taken by tapping into 9 head signal paths with a logic analyzer, running all five tapes at a low speed of 50 in/s, and sampling the signals at a rate of 1MS/s. This eventually resulted in 2.2GB of raw head signal images ready for further processing.

To convert the signal data into actual files that were stored on a magnetic tape, custom software was needed. Second phase of the restoration process brought to life a software called “Nine Track Lab” – graphical tool that allows not only decoding NRZ1-encoded data, but also fixing problems related to tape age or drive’s read inaccuracies.

Development version of the software is available at: https://github.com/jakubfi/ninetracklab

Final result was a 100% success: 8340 data blocks were correctly read, yielding almost 1500 files written between 1973 and 1984. Among them were 260 files with source code of various K-202 and MERA-400 operating systems that were presumed lost until now: SOK-1, SOWA, CROOK-1, CROOK-2, CROOK-3 and CROOK-4. Other files contain sources of many utilities, as well as binary copies of a CROOK-3 installation taken from a running machine.

This collaboration made it possible to preserve for future generations an important part of Polish IT history. We are not only happy, but also proud that we could be a part of this process.”

Un articolo relativo a questo recupero e’ stato pubblicato sulla pagina Facebook del MERA-400.

Questo progetto non sarebbe stato possibile senza cio’ che, a nostro avviso, e’ la vera identita’ e caratteristica di un Museo: la collaborazione tecnica e scientifica tra ricercatori sparsi per l’Europa (Londra, Cracovia, Varsavia, Cosenza), nonche’ tra strutture ed entita’ diverse (noi, il MIAI di CosenzaDyne.org in Amsterdam, il Museo di Tecnologia di Varsavia). Il nostro grazie va a tutti i membri dello staff MusIF / MIAI / Dyne.org ed a tutti i soggetti coinvolti 🙂

Per ulteriori dettagli sul sistema MERA-400, il suo emulatore, software, informazioni tecniche ed altro ancora, vi rimandiamo al relativo sito internet.

Galleria immagini:

Hisilicon Balong