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Il restauro degli oggetti software

Cosa significa restaurare i bit? Insieme ad Emiliano Russo, curatore della collezione del Museo Interattivo di Archeologia Informatica (MIAI) di Cosenza, esploreremo i confini teorici delle attuali linee guida per il restauro – ad oggi orientate alla conservazione di oggetti tangibili – inoltrandoci in territori finora poco esplorati o del tutto sconosciuti.

Durante il talk “Il restauro degli oggetti software”, che procederà seguendo l’analisi di alcuni casi di studio, verranno sollevati molti interrogativi ma offerte poche risposte. Ma se è vero che con la rivoluzione informatica un numero sempre maggiore di testimonianze della attività umana, di documenti e di vere e proprie opere d’arte assumono la forma intrinsecamente immateriale dell’informazione digitale, bisognerà pur iniziare a discuterne.

Il seminario è previsto per Lunedi 3 Aprile alle 18:15 presso il dipartmento di Matematica UniCal (cubo 30b, II Piano).

L’incontro rappresenta è il quarto appuntamento del nuovo ciclo di “Lovelace Mondays“, gli incontri tematici sulla storia dell’informatica a cura del Museo Interattivo di Archeologia Informatica (MIAI) di Cosenza, del Museo dell’Informatica Funzionante (MusIF) di Palazzolo Acreide (SR), e del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università della Calabria, all’interno della programmazione del Sistema Museale UniCal (SiMU).

Il format dell’evento prevede un momento di convivialità, con the e biscotti di benvenuto, e una piccola mostra interattiva a cura del MIAI: al termine del seminario i partecipanti possono interagire direttamente con alcune delle opere menzionate durante il talk, installati su computer originali dell’epoca.

Lunedi 3 Aprile 2023
Dipartimento di Matematica e Informatica
Cubo 30b II Piano – UniCal, Rende

programma dell’incontro:

ore 17:45 The e biscotti di benvenuto

ore 18:15 Il restauro degli oggetti software – problematiche aperte e nuovi territori da esplorare nel campo della conservazione dei beni culturali, a cura di Emiliano Russo, curatore della collezione del MIAI

ore 19:00 Piccola mostra interattiva – sarà possibile interagire con alcune delle opere citate nel seminario sui sistemi dell’epoca

UPDATE (Maggio 2023): è online sul nostro canale YouTube il video del seminario:

Il restauro degli oggetti software
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Restauro Digital DECWriter III

Oggi abbiamo avuto un meeting di restauro / TCPC con un po’ di amici, alcuni di essi molto esperti in elettronica e riparazioni. Il nostro scopo era riparare gli alimentatori di due DECWriter III, una del MUSIF ed una del MIAI. Avevamo anche un alimentatore funzionante (di una terza DECWriter III del MIAI) cosi’ abbiamo potuto fare alcuni confronti e test di debugging.

Massimo “Blackout69” e Nino sono venuti ad aiutarci da Catania; Emanuele “Scinziatu” e’ arrivato da Modica, e Jag Bot e’ qui con noi proveniente da Londra/Cracovia!

Massimo e’ veramente molto bravo e – per farla breve – ha riparato tutti gli alimentatori!

Siamo riusciti a riparare il particolarissimo transistor SGS con sigla proprietaria, utilizzando dei normali BU208A, switching ad alta tensione normalmente usati nei vecchi TV bianco e nero. Ne abbiamo trovati 2 letteralmente tra le schede di recupero! 🙂

Gli alimentatori ora funzionano tutti, la nostra DECWriter III lavora alla grande, ci sono solo da sistemare alcuni problemimi minori.

La nostra DECWriter III si e’ rotta circa 5 anni fa, mentre era connessa a Twitter durante il Natale. Quella dei MIAI non ha mai funzionato – aveva semplicemente un paio di condensatori in corto 🙂

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Restauro PDP11/23 plus

Recuperammo questo PDP11/23PLUS tanti anni fa, a Pescara, grazie ad un contatto avuto da Alexander “Smilzo” Gnoli. Fu un viaggio incredibile, in camper, insieme a Giuliano “Vampire”, stipammo un sacco di hardware dentro un FIAT 242 e mettemmo a riposare nel nostro deposito.

Una prima analisi rivelo’ il problema principale di questo PDP11/23PLUS: l’alimentatore era mancante di alcune parti, e cio’ che restava era cannibalizzato. Questo alimentatore generava anche un segnale di clock a 50 o 60 Hertz, necessario per il funzionamento di alcuni sistemi operativi. Indagammo un po’, poi mettemmo tutto da parte, conservando il sistema.

Un paio di anni fa insieme ad Andrea “Mancausoft” considerammo l’idea di adattare un comune alimentatore ATX da pc, creando un circuito per avere il clock da 60 Hz. Pensammo di generarlo direttamente dalla 220V, facemmo alcuni test, poi il tempo ci manco’ e mettemmo nuovamente tutto da parte.

Un anno fa progettammo una schedina adattatrice per collegare l’alimentatore ATX al PDP11/23PLUS, con un ATtiny85 programmato per generare il clock (una scelta particolare: avremmo potuto estrarre un clock direttamente dalla frequenza di rete elettrica a 50Hz oppure anche creare un semplice circuito oscillante con un NE555; Andrea ha ritenuto piu’ pratico usare un ATtiny85 😉 ). Venne creato un primo prototipo, che testammo con successo. Il sistema non andava comunque al di la’ del test della memoria, era necessario un debug approfondito. Ancora una volta ci manco’ il tempo, e cosi’ accantonammo nuovamente tutto il sistema, mettendolo da parte.

Recentemente Andrea ha progettato la versione definitiva della schedina adattatrice, che vedete nelle foto seguenti. Ieri abbiamo finalmente testato e montato tutto: il sistema si accende, fa i test di memoria ma restituisce un errore sull’unita’ a disco RL02 da cui dovrebbe fare il boot.

Decidiamo cosi’ di smontare ogni scheda, pulire bene ogni contatto, verificare tutti i jumper di configurazione presenti sulla scheda CPU, una KDF11BA (il manuale e’ qui). Approfittiamo anche per fare una copia delle ROM di boot presenti sulla scheda CPU. Inoltre smontiamo la scheda di controllo dell’unita’ RL02, puliamo i contatti a pettine con gomma da cancellare e WD40, riassestiamo ogni connettore, riproviamo… ed ecco il boot del sistema! Il computer ora funziona perfettamente, carica il sistema operativo ed e’ utilizzabile al 100% 🙂

Prima fase, scheda adattatrice sperimentale:

Seconda fase, scheda prototipo #2 e restauro funzionale completato:

Gli schemi si trovano qui: