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GE-120: documentazione interamente scansionata!

Durante il 2023-2024, grazie a un piccolo contributo ottenuto con il “bando piccoli musei non statali” del Ministero della Cultura (MiC /ex MiBACT) ci è stato possibile digitalizzare più di 15000 pagine di documentazione tecnica storica presente nella collezione del MIAI e della sua biblioteca.

In particolare, la campagna di digitalizzazione del 2023-2024 si è focalizzata sulla manualistica a corredo del sistema informatico GE-120.

I manuali sono stati recuperati insieme al nostro esemplare di GE-120, originariariamente installato e in uso presso l’aereoporto di Zurigo (circa) dal 1970 al 1984 e ora esposto presso la sede del MIAI di Rende (CS).

Va da se che l’operazione, oltre ad avere una sua importanza archivistica intrinseca, è funzionale alle operazioni di restauro del sistema.

I seguenti documenti sono stati digitalizzati e pubblicati sul nostro account di Internet Archive:

TitoloVolumiPagine
GE-120 Central Processor105337link
GE-120 Console Subsystem2120link
GE-120 MPA Subsystem2195link
GE-120 CTW 101 Subsystem31261link
GE-120 DSS 156-157 Subsystem84294link
GE-120 Power Supply Subsystem3407link
GE-120 PTR 100-101 Subsystem3560link
GE-120 PRT 142 To 149 163 166 168 169 SSY41016link
GE-120 CRZ 105-111-112-120-121 Subsystem31083link
GE-120 MTC 163 To 173 MTH 153 To 172 Subsystem62701link
GE-120 EDV-AFL115590link
GE-120 Technical Service Bullettin1514link

Note:

La serie Elea 4000 fu l’ultima linea di mainframe Olivetti progettati dalla sua storica Divisione Elettronica. Dopo la cessione di quest’ultima a General Electric nel 1964, la serie Elea 4000 fu rinominata “GE Series 100” e commercializzata con questo nuovo marchio.

Il primo modello della serie, il GE-115 (originariamente chiamato Elea 4115) fu progettato a Pregnana Milanese dall’ing. Ferruccio Zulian; i modelli seguenti furono progettati nel medesimo stabilimento sotto la sua supervisione.

La prima pagina della brochure commerciale per il GE-115. Fonte: bitsavers

In totale, furono venduti più di 40.000 sistemi, tra il modello entry-level GE-115 (introdotto nel 1967), il mid-range GE-120, il modello high-end GE-130 (in realtà uguale al GE-120 ma impostato in maniera differente). I sistemi furono commercializzati inizialmente con il marchio General Electric, in seguito Honeywell e infine Honeywell-Bull a seguito di ulteriori acquisizioni e fusioni societarie.

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Electric dreams, quarta edizione

cool-down dopo hackmeeting 2024

da venerdi 26 luglio a domenica 28 luglio 2024

c/o laboratorio e deposito musei MIAI e MusIF
Edificio Ex-CUD – Via C.B. Cavour 4, Rende (CS)


..per il quarto anno consecutivo, un fine settimana di mezza estate dedicato al restauro del sistema GE-120 dei musei MIAI e MusIF!

come forse ormai saprete, nel 2017 abbiamo recuperato questo cosone, che gestiva l’aereoporto di Zurigo negli anni ’70, e stiamo lavorando per riportarlo in vita!

** A che punto siamo col restauro?

Durante la prima sessione di lavoro (luglio 2021), abbiamo dato un’occhiata alla documentazione, facendoci una idea di massima su come funziona il sistema, cosa fanno le singole componenti e come interagiscono tra loro.

Due anni fa (luglio 2022) siamo passati all’azione, riuscendo a testare la quasi totalita’ delle schede logiche che compongono il processore del sistema. Dopo aver studiato il funzionamento dell’apposito tester in dotazione con la macchina, siamo stati in grado di replicarne il funzionamento su un hardware moderno preservando la periferica originale e facilitando notevolmente il procedimento.

L’anno scorso, diverse decine di manuali tecnici estremamente dettagliati sono stati scansionati e messi online sul nostro account di archive.org in formato digitale, facilmente consultabile e ricercabile. Durante il warmup (luglio 2023) abbiamo completato il test della cpu e, contestualmente, migliorato la nostra versione del tester.

** Quale e’ il piano per questa sessione?

  • Capire come funziona la console di diagnostica “di basso livello” del sistema con l’aiuto dei manuali, verificarne lo stato ed eventualmente utilizzarla per eseguire delle piccole prove di funzionamento del processore.
  • Le routine di diagnostica piu’ sofisticate, necessarie a proseguire i test, sono salvate su delle schede perforate: sarebbe bello trovare un modo di emulare il lettore di schede per avere un modo moderno per leggere ed inviare i programmi al sistema! Abbiamo già delle idee che sono venute fuori nella scorsa sessione di lavoro (utilizzare uno scanner con feeder esistente in commercio? costruire un dispositivo ad hoc?), e delle mini bozze di software per convertire le immagini in codice binario.

** Cosa altro faremo?

Come per gli anni passati, non e’ indispensabile unirsi al gruppo restauro!

Le persone piu’ forzute e/o volenterose e gli appassionati di logistica (sappiamo che ci siete!) possono darci una mano a sistemare gli spazi dell’ex-CUD, presso cui ci siamo trasferiti nel luglio dello scorso anno e nei quali stiamo allestendo la nuova mostra permanente dei musei.

Se soffrite di logorrea oppure se vi sentite professorone o saputelle, sappiate che ci sono degli spazi che possono essere utilizzati per dei seminari, quindi portate il vostro talk e forse ci sara’ qualcun* disposto ad ascoltarvi.

Infine, la serata di venerdi’ e’ aperta a improvvisazioni e sperimentazioni audiovisive, con misteriose e segretissime ospiti, … naturalmente chi vuole puo’ unirsi alla jam! 😉

..ricapitolando,

LOGISTICA E FAQ:

*** *Quando si fa?*

da venerdi 24 luglio a domenica 28 luglio 2024

*** *Come si arriva?*

l’ex-CUD si trova qui: https://www.openstreetmap.org/way/259888162

In auto: si esce a Rende (ex “Cosenza Nord”) dalla autostrada SA-RC.

In treno: la stazione piu’ vicina (~2km) e’ Castiglione Cosentino.

In aereo: la destinazione e’ Lamezia (aereoporto SUF) e poi bus regionale per Cosenza/Rende oppure bus urbano per Lamezia Stazione e poi treno.

*** *Dove si dorme?*

Per una serie di motivi non si puo’ dormire sul posto, quindi annunciate la vostra presenza scrivendo a: museo (at) verdebinario (dot) org e cercheremo di aiutarvi a trovare una sistemazione compatibile con il vs budget …oppure arrangiatevi per conto vostro, la citta’ non e’ costosa.

*** *Si mangia?*

Non siamo attrezzati per cucinare e gestire una cucina. Prevediamo di fare una grigliata in giardino venerdi e/o sabato sera, per il resto possiamo arrangiarci facilmente dato che nei paraggi ci sono diversi supermercati, alimentari, bar e trattorie, tutti piuttosto economici.

*** *Mi posso lavare?*

Pochi giorni fa abbiamo acquistato degli scaldabagno 🙂 …quindi adesso abbiamo l’acqua calda a disposizione in due bagni con doccia!

*** *Posso venire qualche giorno prima / fermarmi qualche giorno in piu’?*

Certo che si! Faccelo sapere con un po’ di anticipo cosi’ ci organizziamo per fare cose insieme.

*** *Posso mollarvi per un po’ e andare a fare un giro nei dintorni?*

Si! Il posto si trova in una posizione favorevole per consentire a chi vuole associare all’incontro escursioni a mare o in montagna.

*** *Non ho capito bene cosa si fa.*

Non ti preoccupare, vieni lo stesso che ci divertiamo.

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Ra-Dio 30 anni dopo

Tra i tanti workshop, seminari e talk che si sono tenuti all’hackmeeting – l’incontro annuale delle controculture digitali italiane, ormai alla sua 25ma edizione – troviamo la presentazione della (ri)pubblicazione di un antico e singolare oggetto letterario digitale: “Ra-Dio”.


Ra-Dio è stato il primo ipertesto narrativo italiano. Realizzato da Lorenzo Miglioli – già autore di testi sperimentali per diversi media, dalla televisione, al cinema, al teatro – Ra-Dio fu pubblicato nel maggio 1993 all’interno della collana Elettrolibri, una coedizione tra le case editrici Castelvecchi (Roma) e Synergon (Bologna), con il contributo tecnico del gruppo milanese Human Systems.

A testimonianza del periodo storico di transizione, Ra-Dio venne presentato in due versioni: cartacea, sotto forma di un libretto dalla copertina verde, e digitale, sotto forma di floppy disk da 1.44 Mb (per la precisione, i floppy – forniti in allegato alla pubblicazione cartacea – erano due: uno compatibile con DOS e uno compatibile con Mac).
Il libretto, di 90 pagine, conteneva degli estratti di Ra-Dio e di Bit Generation, un altro breve racconto realizzato da Miglioli, e un’intervista a Michael Joyce, autore del primo romanzo elettronico ipertestuale mai pubblicato, afternoon, a story (1987), nonché co-ideatore di Storyspace, la piattaforma di scrittura e lettura ipertestuale con la quale vennero realizzati sia Ra-Dio che lo stesso afternoon.


I floppy disk contenevano, ciascuno, la prima traduzione italiana del romanzo di Joyce (curata da Alearda Pandolfi, Filippo Soresi e Walter Vannini) e Ra-Dio, naturalmente, in una versione ampiamente rimaneggiata rispetto a quella cartacea, sia perché sfruttava le potenzialità del medium elettronico, sia perché interagiva con altri testi (Bit Generation e altri brevi racconti scritti in coproduzione con Stefano Raspini e Giuseppe Caliceti, membri fondatori, insieme a Miglioli, del gruppo di ricerca letteraria I.E.N. Ipermarket Emilia Nord).

Visionario, caustico, provocatorio, Ra-Dio è sì un racconto di fantascienza distopica – assieme al tecnoguerriero John Cable Cult III si scopre che l’umanità si è estinta da migliaia di anni e la Terra è diventata un immenso museo virtuale – ma è anche, soprattutto, un intervento artistico nato dalla consapevolezza dell’evolversi della letteratura

Miglioli, infatti, descrisse il dischetto come un “ready made” della nuova letteratura in mutazione, un virus da non liberare aprendo il file che lo conteneva (e, come tale, venne esposto nel 1995 al Centre Pompidou di Parigi in una collettiva d’avanguardia).

Questa operazione artistico-concettuale generò un enorme impatto mediatico: in Italia esplose l’interesse per la letteratura ipertestuale, Ra-Dio vendette oltre ventimila copie e il suo autore divenne un autore di culto per un’intera generazione.

Mai più ripubblicato, oggi Ra-Dio è praticamente introvabile… Finora.


A distanza di 30 anni, il primo ipertesto narrativo italiano è di nuovo disponibile sul sito archive.org in una versione archivistica interattiva e fedele all’originale, grazie allo sforzo congiunto di alcuni collettivi e istituzioni che si occupano di conservare e studiare la storia della tecnologia, della cultura e della società digitale: i musei MIAI (Museo Interattivo di Archeologia Informatica) di Cosenza e MusIF (Museo dell’Informatica Funzionante) di Palazzolo Acreide, e il gruppo LEI (Letteratura Elettronica Italia).


La presentazione si è svolta durante hackmeeting, presso il centro sociale occupato autogestito “Angelina Cartella” di Reggio Calabria, nel pomeriggio di sabato 9 settembre con la presenza dei curatori dell’iniziativa e dell’autore, che ha gentilmente fornito il materiale originale e acconsentito all’operazione.

[Testo di Roberta Iadevaia / LEI]

Qui di seguito trovate il link per accedere alla pagina con la scansione del testo cartaceo, il dump dei dischetti con la versione ipertestuale del libro e un emulatore utilizzabile direttamente nel browser per utilizzare il software nel suo ambiente originale.